Hydrogen Valley Toscana: quando logistica e idrogeno verde si incontrano

27 febbraio 2026 – Sala Convegni Palazzina Colombo, Interporto Toscano Amerigo Vespucci

C’è un momento, in certi eventi, in cui ci si rende conto che il tema in discussione non riguarda più solo il futuro. Riguarda scelte concrete, da compiere adesso.

È stato questo il filo conduttore del convegno “Hydrogen Valley Toscana – Sfide ed opportunità per la nostra regione, Livorno ed il suo porto”, ospitato venerdì 27 febbraio presso la Sala Convegni della Palazzina Colombo, organizzato insieme al The International Propeller Club Port of Leghorn e all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale.

Una sala piena, un dibattito vivace e una platea di istituzioni e imprese che hanno dimostrato come il territorio toscano stia prendendo sul serio la sfida della transizione energetica.

Un confronto a più voci

Ad aprire i lavori i saluti istituzionali della Dott.ssa Maria Gloria Giani Pollastrini, Presidente del Propeller Club Port of Leghorn, dell’Avv. Davide Gariglio, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, e della nostra Presidente Dott.ssa Monica Bellandi, che ha sottolineato il ruolo strategico che gli interporti possono — e devono — giocare nella costruzione di ecosistemi energetici territoriali integrati.

Gli interventi tecnici e scientifici hanno poi dato spessore al dibattito. Il Dott. Paolo Tedeschi della Regione Toscana ha inquadrato il tema nella cornice delle politiche di competitività territoriale. L’Ing. Georges Madessis, Presidente di INEOS Inovyn Italia, ha portato la prospettiva di un player industriale di primo piano già attivo nella produzione di idrogeno. Il Prof. Alessandro Bianchini dell’Università di Firenze e il Prof. Cristiano Nicolella del Polo Tecnologico Magona hanno offerto la visione della ricerca applicata. L’Ing. Alessandro Cini di Dumarey Flowmotion Technologies ha infine illustrato le frontiere tecnologiche nel campo dei motori e dei sistemi di propulsione a idrogeno. A moderare i lavori con competenza e puntualità la Dott.ssa Lucia Nappi del Corriere Marittimo.

Perché le aree logistiche sono il luogo giusto

Uno dei temi più discussi — e più concreti — è stato il vantaggio strutturale che interporti e aree logistiche offrono per lo sviluppo dell’idrogeno verde. La chiave sta in un principio apparentemente semplice: la prossimità tra produzione e consumo.

Produrre idrogeno verde in loco, attraverso elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, e utilizzarlo direttamente per rifornire i mezzi pesanti che operano nell’area significa eliminare i costi e le complessità del trasporto, ridurre le perdite energetiche e rendere il sistema economicamente più sostenibile fin dall’inizio. Un modello che non è solo ambientalmente virtuoso, ma industrialmente intelligente.

A questo si aggiunge la possibilità di integrare la produzione con impianti fotovoltaici sulle coperture esistenti, con sistemi di accumulo e — in prospettiva — con l’eolico, trasformando l’interporto in un vero e proprio hub energetico a emissioni zero.

Quale modello per l’Italia?

Il confronto internazionale ha fatto emergere due grandi approcci: il modello europeo dei grandi hub integrati (Rotterdam, Amburgo, Dunkerque), con elettrolizzatori da 100 a 500 MW e investimenti massicci supportati da fondi UE e IPCEI, e il modello californiano, più modulare e scalabile, con impianti da 10 a 50 MW, stazioni di rifornimento dedicate e un approccio pragmatico che privilegia la dimostrazione della fattibilità economica prima di scalare.

La riflessione condivisa durante il convegno è stata chiara: per la realtà italiana, con interporti e aree logistiche di dimensioni medio-grandi, autorizzazioni complesse e una domanda iniziale ancora in costruzione, il modello californiano è più realistico nel breve-medio periodo. Non un ripiego, ma una strategia intelligente: partire da flotte dedicate, crescere progressivamente, dimostrare la sostenibilità finanziaria e poi scalare.

Il ruolo dell’Interporto Toscano Amerigo Vespucci

Per noi questo evento non è stato solo un’occasione di confronto, ma una conferma di direzione. L’Interporto Toscano Amerigo Vespucci si trova in una posizione geografica e infrastrutturale privilegiata, a pochi chilometri dal porto di Livorno, nel cuore di una regione che ha le risorse, le competenze e la volontà politica per diventare un riferimento nazionale nella transizione energetica del settore logistico.

Crediamo che il percorso verso una Hydrogen Valley Toscana non sia né velleitario né lontano. È fatto di step concreti, di investimenti modulari, di collaborazioni tra pubblico e privato — esattamente il tipo di ecosistema che eventi come quello di venerdì contribuiscono a costruire, un dialogo alla volta.

Il lavoro è appena cominciato. E siamo pronti a fare la nostra parte.